|
Il Progetto Pilota “Veneto Solidale: progetto pilota per
la definizione dei profili delle nuove disuguaglianze”,
cod. 1847/1/2/2341/2008, è un’iniziativa prevista dal POR
– programma operativo FSE 2007/2013, Asse III “Inclusione
Sociale”, D.G.R. 2341 del 08/08/2008.
L’ente capofila del progetto è il CEIS di Belluno onlus,
che attua le azioni previste in collaborazione con i
seguenti partner: Provincia di Belluno, Consorzio
Cooperative Sociali Villaggio Solidale, Nuovo Villaggio
Cooperativa Sociale, Servire Cooperativa Sociale, Una Casa
per l'Uomo Società Cooperativa Sociale, Il Villaggio
Globale Cooperativa Sociale, Energie Sociali Cooperativa
Sociale, Associazione Casa a Colori, Titoli Paralleli
Cooperativa Sociale, Integra Cooperativa Sociale,
Fondazione Progetto Uomo onlus, per un totale di 12 enti,
localizzati in tutte le 7 province venete.
Il Progetto è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo.
Paragrafo 1 - La specificità del progetto pilota:
il progetto di vita
Gli enti che partecipano al progetto condividono l’idea di
un approccio globale alla persona e ai suoi bisogni;
ognuno nel proprio settore persegue lo sviluppo e
l’autonomia della persona, valorizzando le risorse
personali e della rete familiare e sociale. Tutti gli enti
hanno servizi che prevedono una presa in carico globale
delle persone, comprensiva di accompagnamento lavorativo e
di ospitalità in comunità o di supporto di housing
sociale. Il CEIS di Belluno onlus gestisce inserimenti
lavorativi di persone ospiti delle comunità terapeutiche e
di persone appartenenti alle fasce deboli offrendo sia un
percorso di formazione lavorativa sia l’eventuale
ospitalità in appartamenti protetti. Le cooperative
sociali che partecipano al progetto gestiscono servizi di
housing sociale, prendendo in carico la persona con
problematiche legate al lavoro, alla casa, a situazioni
familiari. Da queste esperienze è nato l’incontro per la
costruzione del presente progetto, che ha come specificità
lo studio e la presa in carico di problematiche varie e
complesse, che comprendono i vari aspetti della vita della
persona e che portano alla gestione di progetti vita, non
solo di inserimento lavorativo. Tale orientamento è
supportato anche da studi e da riflessioni che riguardano
il lavoro, in particolare della pedagogia del lavoro, che
suggerisce di considerare concezioni che comprendono la
dimensione globale dell’educazione umana, con un
fondamento antropologico che prenda in considerazione non
il lavoratore, ma l’uomo che lavora. Le riflessioni sul
lavoro, le esigenze della società post moderna e la
concezione antropologica dell’uomo-lavoratore portano
verso un approccio educativo della formazione e
dell’orientamento, che tiene conto della globalità della
persona e del suo continuo evolversi in tutte le fasi
della vita. L’adulto oggi è una persona in continua
evoluzione; la visione della vita non è più segmentata in
periodi definiti che culminano nell’età adulta e poi
procedono verso il declino della vecchiaia; il ciclo della
vita è una continua crescita e ogni fase ha una sua
caratteristica e una sua valenza specifica da vivere fino
in fondo: il periodo dello sviluppo, l’età adulta, la fase
senile hanno compiti particolari da assolvere e obiettivi
da raggiungere. La problematicità dell’adolescente non
viene sempre risolta dall’adulto; egli deve cambiare
continuamente per rispondere alle trasformazioni della
società attuale; l’aspetto evolutivo del singolo deve
essere rapportato anche ad un contesto, al tutto; l’adulto
non è più colui che ha raggiunto una condizione stabile,
in quanto nulla è più certo e sicuro: le persone cambiano
lavoro, condizione personale, stato civile, luoghi fisici,
convinzioni in un continuo divenire. Nel progetto “Veneto
Solidale” confluiscono tutte queste riflessioni facendo
diventare i progetti lavorativi dei progetti di vita; la
ricerca indaga su tutti gli aspetti di vita di una
persona, definendo la specificità del progetto pilota,
che, attraverso il coinvolgimento dei fruitori degli
sportelli di housing sociale, può dare una ampia visione
delle caratteristiche del fenomeno delle nuove
disuguaglianze. L’esperienza quotidiana di chi si occupa
di servizi sociali testimonia la stretta relazione che c’è
tra perdita del lavoro, problematiche economiche, perdita
della casa, difficoltà familiari, associate a reti sociali
fragili o inesistenti e fa emergere l’esigenza di uno
studio sul fenomeno e di un maggiore ascolto delle persone
che lo vivono per delineare possibili interventi in
un’ottica di scambio, collaborazione e confronto tra
servizi e tra servizi e fruitori degli stessi.
Par. 2 - Il progetto
Il progetto prevede vari interventi divisi in
azioni di sistema, come lo
scambio di buone prassi, la ricerca, il lavoro di rete e
azioni di inserimento lavorativo
di soggetti disoccupati appartenenti a varie aree (area
disabilità, area dipendenze, area detenzione, area nuove
disuguaglianze). Elementi di strategia del progetto sono
il partenariato ampio e rappresentativo della realtà
veneta nel settore dell’inclusione sociale, l’utilizzo di
un approccio integrato e personalizzato nelle azioni di
inserimento lavorativo, il coordinamento e il lavoro di
equipe per la pianificazione, la gestione e il
monitoraggio delle attività e la realizzazione di una
ricerca sulle nuove disuguaglianze, con una indagine che
ha coinvolto i vari aspetti della vita della persona, dal
lavoro, alla casa, alla realtà sociale e familiare. Nella
gestione del progetto è stato costituito un Comitato
Tecnico per il monitoraggio degli interventi e per la
valutazione di processo e di risultato.
Caratteristica peculiare del progetto pilota è il progetto
di ricerca, che ha la finalità di documentare la
situazione e le caratteristiche di fasce deboli della
popolazione, non connotate dagli svantaggi classici, ma
definiti tout court “nuove disuguaglianze”, per
individuare linee di intervento in risposta ai bisogni
specifici. Sono state indagate la situazione lavorativa e
personale riferita a variabili quali il lavoro, la casa,
la situazione familiare, ecc., considerando sia il
progetto lavorativo che il progetto di vita, sempre più
spesso intersecati. Il problema casa è un indicatore di
sofferenza che sommato ad altre difficoltà e/o situazioni
particolari porta stati di fragilità e di precarietà.
Un’attività molto formativa è stata lo scambio di buone
prassi, che ha coinvolto gli operatori impegnati nel
progetto e che ha favorito la conoscenza reciproca di
procedure e strumenti in uso nei diversi sportelli di
housing sociale e nei servizi di inserimento lavorativo
attivi presso le cooperative; lo scambio ha riguardato
anche una reciproca informazione sulla diversa rete
territoriale attivata e su eventuali esperienze pregresse
(progetto Equal ALI). Gli operatori sono stati coinvolti
anche in seminari formativi, per implementare le
conoscenze sul tema dell’inclusione sociale e per
acquisire competenze nella gestione dei progetti
personalizzati dei destinatari finali, in particolare
sulla costruzione e gestione dei PAI.
Le cooperative che partecipano al progetto appartengono al
Consorzio Villaggio Solidale, con sede a Padova e con
aderenti appartenenti a 6 province venete. Per la settima
provincia, Belluno, aderisce al progetto Integra
Cooperativa Sociale. Il Consorzio è l'unica realtà veneta
e del nord Italia che negli ultimi anni ha sviluppato
strategie a favore delle politiche abitative di categorie
sociali marginali, attraverso una rete di sportelli (AISA
agenzie di intermediazione sociale all'abitare) che mirano
ad integrare fasce di popolazione a rischio di esclusione
sociale. Tra la popolazione intercettata dagli sportelli
si evidenzia la presenza di famiglie monoparentali, sia
donne separate con figli, sia uomini con impegni
finanziari gravosi (es. assegni di mantenimento), persone
con lavori precari, persone che hanno perso il lavoro,
famiglie a basso reddito e/o monoreddito che si trovano
nella necessità di abbattere il costo dell'abitazione,
immigrati, sia comunitari che extracomunitari con
difficoltà di integrazione lavorativa e sociale. Il
disagio abitativo è strettamente correlato alla mancanza
del lavoro e la conseguenza è il rischio di esclusione
sociale.
Le azioni di inserimento lavorativo si attuano attraverso
la costruzione e gestione dei PAI (piani di azione
individualizzati), monitorati dal Comitato Tecnico, che
prevedono interventi integrati, comprensivi del
coinvolgimento di vari profili professionali e di vari
interventi come l’orientamento, la formazione, il
tirocinio e l’accompagnamento al lavoro.
Sono stati coinvolti 20 beneficiari distribuiti tra le
province di Belluno, Venezia, Treviso, Padova e Verona,
con contatti con i servizi dei rispettivi territori.
In sintesi le azioni realizzate sono:
1) Intervento per l'inserimento lavorativo di 20 persone
con la realizzazione di altrettanti PAI (piani di azione
individuale) con ricaduta su base regionale, delle
tipologie di persone appartenenti alle "nuove
disuguaglianze" e appartenenti ad altre categorie di
disagio/emarginazione. I percorsi personalizzati hanno
compreso interventi integrati con l’uso di vari strumenti,
quali la selezione e l’orientamento, la formazione, il
tirocinio e l’accompagnamento
2) Una ricerca studio finalizzata all'identificazione di
nuove marginalità, attraverso la definizione di profili di
svantaggio definibili quali nuove disuguaglianze
3) Scambio di buone prassi per la condivisione e il
confronto sulle metodologie e gli strumenti utilizzati
negli interventi dell'inclusione sociale
4) Azioni di diffusione dei risultati e dei prodotti del
progetto
5) Seminari formativi rivolti agli operatori
6) Coordinamento e monitoraggio del progetto
Il progetto si è svolto tra marzo 2009 e luglio 2010.
Nella prima parte sono state attivate le azioni di sistema
(scambio di buone prassi, ricerca, diffusione) e la
formazione degli operatori sulle tematiche delle nuove
disuguaglianze, dell’orientamento e sulla gestione degli
strumenti e metodologie di costruzione e gestione dei PAI.
Parallelamente è stata attivata la ricerca coinvolgendo
direttamente gli operatori degli enti partner che hanno
partecipato alla fase di focalizzazione dell’oggetto
facendo le interviste semistrutturate a testimoni
privilegiati del proprio territorio e somministrando i
questionari ai fruitori degli sportelli di housing
sociale. Dopo la formazione sul progetto personalizzato,
sull’uso dei portali dedicati (IDO), sulla normativa del
mondo del lavoro e sulle metodologie educative e di
accompagnamento, sono state attivate le azioni di
inserimento lavorativo che hanno interessato 6 enti.
Il monitoraggio e la valutazione del progetto sono stati
fatti utilizzando alcuni strumenti come i verbali degli
incontri, questionari e incontri del Comitato tecnico e
del gruppo di coordinamento. Il presente report e il
convegno finale sono tra gli strumenti di diffusione degli
esiti della ricerca e delle tematiche riguardanti il
fenomeno delle nuove disuguaglianze.
|
PROGRAMMA DEL CONVEGNO - Venerdì
9 luglio 2010 |
Ore 9.30
REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
Sala Muccin del Centro Congressi
Giovanni XXIII in Piazza Piloni
11 a Belluno
Ore 10.00 SALUTI
Dott.ssa Mariangela Segat,
CEIS di Belluno onlus
Dott. Beniamino Caputo,
Regione del Veneto - Direzione Regionale
Lavoro
Dott. Angelo Paganin,
Assessore Politiche per la comunità e per
la persona del Comune di Belluno
INTERVENTI
Ore 10.30
Dott.ssa Lisa Leonardini,
dott.ssa Silvia Faggian,
Co.Ge.S. Mestre (VE)
”Report di ricerca: i profili delle nuove
disuguaglianze in Veneto”
Ore 10.50
Dott. Maurizio Trabuio,
Consorzio Cooperative Sociali Villaggio
Solidale di Padova
“Dal progetto lavorativo al progetto di
vita”
Ore 11.10
Dott.ssa Bruna Leporini,
Osservatorio Regionale per l’Inclusione
Sociale Ulss16 (PD)
“Inclusione sociale: coordinate di senso
e di azione”
Ore 11.30
Prof. Don Gigetto De Bortoli,
Presidente CEIS di Belluno onlus
“Lavoro e persona: significati a
confronto”
Ore 11.50 INTERVENTI
E CONCLUSIONI
Ore 12.15
Aperitivo presso il Centro Culturale
Piero Rossi Shop and Bar
Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi -
P.zza Piloni 25 Belluno (di fronte al
Centro Congressi) |
Per maggiori informazioni e iscrizioni:
Centro Studi CEIS di Belluno onlus
Tel. 0437.950895 • Fax 0437.949270
E-mail: info@ceisbelluno.org
[ Torna su ]
|