Il progetto promosso da Regione Veneto Metamorfosi rappresenta un’esperienza innovativa e profondamente significativa nel panorama degli interventi sulle dipendenze.

Attraverso il linguaggio dell’arte – e in particolare della teatroterapia – l’iniziativa si propone di trasformare storie personali spesso segnate dalla fragilità in percorsi condivisi di espressione, consapevolezza e cambiamento.

Da ottobre a maggio, il progetto attraversa le sette province venete con un calendario di appuntamenti che uniscono performance, incontri e momenti di dialogo. Non si tratta di formare attori, ma di offrire strumenti terapeutici capaci di attivare risorse interiori, favorire relazioni e sostenere percorsi di reinserimento sociale. In questo contesto, la collaborazione tra servizi, comunità e territori diventa elemento centrale e generativo.

Anche il Ceis di Belluno ha preso parte con convinzione a questo percorso, coinvolgendo utenti e operatori di due delle sue tre comunità: La Vela e Fonte Viva. Un’esperienza intensa, costruita passo dopo passo, che ha visto proprio negli spazi della Comunità La Vela il luogo delle prove e della preparazione dello spettacolo per il territorio bellunese. Qui, tra esercizi, improvvisazioni e momenti di condivisione, ha preso forma un lavoro collettivo capace di dare voce a vissuti autentici.

Il primo importante momento di restituzione si è tenuto il 12 aprile a Treviso, dove lo spettacolo è stato portato in scena insieme alle comunità Villa Renata, Campo Croce e Ceis Treviso. Un evento che ha testimoniato la forza della rete e il valore dell’incontro tra esperienze diverse, unite da un obiettivo comune: raccontare la dipendenza non solo come caduta, ma come possibilità di rinascita. La partecipazione in sala è stata molto numerosa, come si può vedere dalla fotografia della sala del teatro.

Il percorso prosegue ora con un appuntamento significativo per il nostro territorio: lo spettacolo sarà riproposto a Belluno domenica 19 aprile alle ore 18 presso il Centro Diocesano Giovanni XXIII, in Piazza Piloni. All’evento parteciperanno anche altre comunità del Veneto, insieme al gruppo di lavoro di “song writing” guidato da Marco Anzovino, educatore di Villa Ida e musicoterapeuta, che conduce laboratori di scrittura creativa e realizza progetti musicali interpretati dai ragazzi delle comunità. Sarà un’occasione aperta alla cittadinanza per assistere a un lavoro che non è solo rappresentazione, ma testimonianza viva di percorsi riabilitativi, di fatica e di speranza.

Metamorfosi dimostra come il teatro possa diventare uno spazio protetto e al tempo stesso potente, dove le persone possono riscrivere la propria storia. Un luogo in cui la fragilità si trasforma in espressione, la solitudine in relazione e il dolore in possibilità di cambiamento. Un’esperienza che conferma, ancora una volta, quanto la collaborazione tra realtà diverse sia fondamentale per costruire percorsi autentici di cura e rinascita.